Cosa si richiede alle aziende? Materiali e prodotti di qualità eccellente, sostenibili, sempre più personalizzati (per quanto possibile, a seconda della tipologia del bene), in linea con i propri valori etici e che comprendano una esperienza autentica. La sfida per le imprese è assicurarsi che, oltre ad essere percepito, questo sia effettivamente misurabile, verificabile e corretto.
Questa esigenza è confermata dai dati. Secondo l’ultimo Edelman Trust Barometer (2025), la fiducia pesa ormai quanto prezzo e qualità nelle decisioni d’acquisto, diventando un vero criterio competitivo per le imprese. È un cambiamento che evidenzia un trend profondo: dal 2022 la fiducia nei marchi ha superato quella accordata alle istituzioni[1] tradizionali e sempre più persone — il 68% — dichiarano di cercare nei brand sensazioni di benessere e attenzione verso tematiche di interesse comune.[2]
Quanto valgono le certificazioni? Brand e consumatori
Nel clima globale di diffidenza e insicurezza segnalato da Edelman[1], i brand si impegnano ad attestare le loro buone intenzioni attraverso certificazioni di qualità, ambientali e sociali. Questa scelta ha come obbiettivo principale quello di creare valore: l’adozione di un sistema di gestione certificato, infatti, migliora l’efficienza interna, stimola l’innovazione, prepara ai cambiamenti del mercato e, soprattutto, rafforza la reputazione e la distintività del marchio. Nei confronti dei clienti, inoltre, si garantisce la sicurezza dei prodotti, mentre per i propri lavoratori quella dei processi.










