BELLUNO - Non è un film banale “Le città di pianura”, la pellicola proiettata in concorso a Cannes che continua a scalare le classifiche di spettatori e incassi (al 19 ottobre il botteghino ha registrato incassi per oltre 814mila euro). Non è banale nemmeno parlare con il regista Francesco Sossai che per la seconda volta in venti giorni è tornato generosamente al Cinema Italia per incontrare gli spettatori prima della proiezione. E a conferma dei dati nazionali, cioè del crescente interesse per la pellicola, anche la sala di sabato sera era affollata. Dei presenti solo in cinque avevano già visto il film; fra questi il record è di una coppia che quest’anno festeggia il 59° anno di matrimonio e compare nel film: per marito e moglie era la quinta proiezione. Un film che racconta il Veneto e che non fa nessuno sconto e in cui il regista mette a fuoco temi diversi. Un lavoro che sollecita gli spettatori a confrontarsi con un’immagine non convenzionale di questo territorio.

«Ma vera – precisa subito Sossai – perché ho voluto raccontare questa terra così com’è. Penso per esempio all’immagine del Veneto che viene veicolata e fatta passare ormai da tempo: è una cartolina che non esiste quella di piazza San Marco con le montagne sullo sfondo. E chi arriva da fuori rischia di interiorizzare quell’idea. E per chi invece qui ci vive, il film diventa un vaccino per non essere trascinati in qualcosa che non esiste. Io ho raccontato un Veneto diverso dalla cartolina, per come è davvero».