Il jihadismo resta la principale macchina globale di persecuzione. In interi continenti, infatti, la libertà religiosa viene spenta a colpi di kalashnikov, decreti e paura. La fede è tornata terreno di conquista politica e il jihadismo ne è la forma più brutale. Secondo il Rapporto sulla Libertà religiosa nel mondo 2025 della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), oltre 5,4 miliardi di persone (quasi due terzi dell’umanità) vivono in Paesi dove credere è un pericolo. Sessantadue Stati sono sotto osservazione: in 24 si parla apertamente di persecuzione, in altri 38 di discriminazione sistematica. Nella geografia della repressione, Africa e Asia sono maggiormente a rischio.