Secondo i dati di Europol, dal 2020 al 2024, in Italia, 73 soggetti sono stati arrestati perché accusati di terrorismo di matrice jihadista. Tra questi, una considerevole percentuale è rappresentata da giovani stranieri e ragazzi di seconda generazione. Le cronache recenti documentano questa problematicità. Nei giorni scorsi, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha disposto il fermo di due cittadini tunisini di 19 e 22 anni con l’accusa di apologia di terrorismo. Inneggiavano alla jihad e al martirio religioso, scrivevano sui social network di voler «mandare all’inferno» i miscredenti, minacciando di colpire le «loro città sporche» e le «loro sporcizie politeiste». I due fermati erano in contatto con tre minorenni stranieri, due residenti nella provincia di Trapani, uno nel Piacentino. All’inizio di marzo, a Brescia, è stato arrestato un 24enne egiziano accusato di aver diffuso propaganda jihadista, di aver manifestato propositi di arruolamento nelle fila dell’Isis e di aver svolto attività di auto-addestramento online riguardanti l’uso di armi e la fabbricazione di ordigni esplosivi. Lo stesso soggetto era già stato fermato nell’ottobre 2024 per apologia di delitti con aggravante della finalità di terrorismo, ma era poi tornato in libertà.