L'ultimo è un ventenne di origine marocchina a Perugia.
E' stato arrestato dai carabinieri del Ros giovedì scorso: si era detto disponibile ad unirsi all'Iskp, l'articolazione dello Stato Islamico attiva nel Khorasan. Ma sono sempre più frequenti i casi di giovanissimi - anche minorenni - che si radicalizzano, spesso on line, e sono pronti a sposare la causa jihadista. Un fenomeno seguito con molta attenzione da intelligence e antiterrorismo, considerando l'escalation dei conflitti in Medio Oriente. E l'offensiva israelo-americano contro l'Iran darà ulteriore impulso alla propaganda on line con il conseguente aumento del rischio di attivazioni autonome - i cosiddetti lupi solitari - in assenza di cellule dormienti strutturate sul territorio nazionale.
Occhio anche agli sbarchi: i flussi migratori sono in crescita e potrebbero portare in Italia soggetti pericolosi. E controlli accurati pure - via terra - alla rotta balcanica, utilizzata per portare elementi islamisti in Europa. Dopo la riunione di domenica al Viminale del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica e del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, si stringono dunque le maglie della sicurezza sul territorio nazionale. Le indicazioni diramate a prefetti e questori sono nette: rafforzamento della vigilanza su obiettivi americani, basi Usa e comandi Nato; occhio a possibili manifestazioni di protesta da parte dei movimenti antimilitaristi e antagonisti; verifica della protezione degli obiettivi Usa e Israele e ricognizione/rivalutazione delle misure di sicurezza sulle infrastrutture critiche; predisposizione di scrupolosi controlli ad aeroporti e stazioni ferroviarie interessati dal passaggio di turisti Usa e gruppi di comunità ebraiche.







