L’indignazione pubblica britannica è un fiume in piena che rischia di trascinare via la corona e tutta la sua storia centenaria. All’uscita dell’ultimo libro di Virginia Giuffrè, Nobody’s Girl, pubblicato postumo, dopo che la grande accusatrice del principe Andrea si è tolta la vita lo scorso aprile, la temperatura a corte è rovente. Le ultime rivelazioni che arrivano ormai a valanga stanno incendiando il palazzo. A nulla è valsa la decisione del fratello del re di rinunciare ad usare (non ad avere) il titolo di duca di York e qualche onorificenza come l’appartenenza all’antico Ordine della Giarrettiera.
La sete di giustizia che sta contaminando il dibattito pubblico nel Regno Unito vuole di più. A maggior ragione dopo che sono emerse evidenze in base alle quali, qualche anno fa il principe Andrea, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, avrebbe incaricato un ufficiale della sua scorta di fare indagini accurate sulla sua accusatrice per tirare fuori “qualcosa di marcio” su cui poi screditarla. Non solo, nelle intenzioni di colui che ha sempre affermato di non avere mai avuto rapporti sessuali con la giovane, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, si sarebbe dovuta attivare una vera e propria compagna denigratoria nei suoi confronti per indebolirne tutte le accuse. Per raggiungere il suo obiettivo, Andrea avrebbe fornito all’agente di polizia addetto alla sua sicurezza informazioni riservatissime sulla Giuffrè, in particolare il suo Social Security Number e la sua data di nascita. Un gesto gravissimo considerando che quei dati in America sono oltremodo sensibili e riservati.














