Virginia Roberts Giuffre, la grande accusatrice del principe Andrea, è morta ad aprile: allora perché mettere in discussione adesso il titolo di duca di York e tutto il contorno di ordini e onori di cui il figlio della regina Elisabetta ha goduto finora? Perché dopodomani, il 21 ottobre, uscirà il libro postumo della Roberts Giuffre, “Nobody’s Girl”, le cui anticipazioni sui rapporti, di sesso e da minorenne, tra lei e il fratello del re rischiano di compromettere per l’ennesima volta la copertura mediatica intorno alla Corona del Regno Unito e al lavoro della famiglia reale. Ma quando Saturno si mette di traverso, perfino sulla testa di un principe si incrociano destini amari.
A costringerlo a rinunciare a utilizzare il titolo di duca di York è stata l’incredibile circostanza di una mail sbucata il 12 ottobre dalle colonne del Mail on Sunday. Faceva parte dei documenti mostrati in un processo dello scorso gennaio contro Jes Staley, ex numero uno di Barclays, anche lui come Andrea coinvolto nel giro di amicizie di Jeffrey Epstein, il ricchissimo imprenditore americano condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori e poi morto in carcere. Era datata febbraio 2011, la mail in questione. Dal contenuto risultava evidente che i rapporti tra Andrea ed Epstein non si erano interrotti nel 2010, al contrario di quello che il principe aveva dichiarato nel 2019.












