Un nuovo rinvio, l'ennesimo.

Con gli 11 indagati che dovranno aspettare ancora per uscire definitivamente dalla nuova inchiesta su Unabomber: era già chiaro che non c'era alcuna corrispondenza tra il loro profilo genetico e quello del bombarolo che ha terrorizzato il Nordest dal 1994 al 2006, per poi sparire nel nulla.

Ma ora la superperizia dell'ex capo dei Ris Giampietro Lago e dell'antropologa molecolare forense Elena Pilli è approdata in Aula e ha confermato che nessuno di loro è l'imprendibile dinamitardo. "Adesso dimenticatemi" sono le parole di Elvo Zornitta, l'ingegnere pordenonese per anni al centro dei sospetti.

L'incidente probatorio che si è svolto oggi nell'aula del tribunale di Trieste e in cui sono state analizzate 300 pagine di conclusioni degli esperti, corredate da oltre 10mila di allegati, si è concluso dunque con un nulla di fatto. Unabomber resterà ancora senza un nome e un volto, anche se ci sono dei reperti che, astrattamente, in futuro potrebbero servire per incastrarlo.

Nel corso dell'udienza è emersa una contaminazione da parte di due soggetti, probabilmente appartenenti a due agenti di polizia giudiziaria di alcuni reperti, due coppie di peli. Maurizio Paniz, l'avvocato di Zornitta, ha chiesto che ne sia svelata l'identità e la gip Flavia Mangiante ha acconsentito. Sarà probabilmente l'ultimo passaggio giudiziario, visto che il fascicolo è tornato alla procura e va verso l'archiviazione, questa volta definitiva, dato che manca solo un anno alla prescrizione anche dell'ultimo attentato.