PORDENONE - Unabomber, nulla è cambiato tra la richiesta di archiviazione chiesta nel 2008 e quella depositata dalla Procura di Trieste lo scorso 22 ottobre, al termine di un incidente probatorio durato due anni e mezzo. Non c’è il Dna dell’ingegner Elvo Zornitta nei reperti analizzati. Non c’é quello degli altri dieci indagati e nemmeno quello delle ulteriore tredici persone sottoposto al test e che in passato sono finite nella lista dei sospettati. C’è soltanto l’”impronta” - due peli - lasciata da due dei 39 investigatori che all’epoca hanno avuto modo di maneggiare i reperti. Il sostituto procuratore Federico Frezza, oggi come nel 2008, ha chiesto al gip di Trieste l’archiviazione dell’inchiesta bis, aperta nel 2022 nel tentativo di trovare il Dna del bombarolo che per anni ha terrorizzato il Nordest. L’esito della perizia impedisce di sostenere l’accusa. Anzi, per l’ingegner Elvo Zornitta, come per gli altri indagati, secondo il magistrato si è andati ben oltre la «non colpevolezza» raggiungendo quasi la «prova positiva dell’innocenza». L’ultima parola spetta, ovviamente, al giudice per le indagini preliminari.

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