TRIESTE - Non si è conclusa ieri (20 ottobre) al Tribunale di Trieste la nuova inchiesta su Unabomber. Gli atti sono tornati alla Procura che dovrà decidere come procedere e se chiedere l'archiviazione. A giudizio delle difese, si tratta di operazioni che richiederanno comunque alcuni giorni. In totale sono state indagate 63 persone, «ma quel che fa più specie è che avevano già i risultati che escludevano il coinvolgimento degli 11 iniziali, tra cui Elvo Zornitta, un anno e mezzo fa, e li hanno costretti a restare nel processo, con le sofferenze che questo ha comportato» hanno detto i legali al termine dell’incidente probatorio durato circa tre ore davanti al Gip di Trieste Flavia Mangiante.

Oltre agli avvocati degli indagati, erano presenti anche i legali di alcune vittime e i consulenti incaricati di redigere la super perizia Giampietro Lago ed Elena Pili, chiamati a dettagliarla. L’udienza, dunque, si preannunciava piuttosto lunga vista la complessità del caso e l’analisi della super perizia da 300 pagine - e 10mila di allegati - per la quale sono serviti oltre due anni di lavori. I reperti analizzati hanno fornito cinque diversi profili genetici astrattamente utilizzabili in una futura inchiesta. A parte due peli, di agenti di polizia giudiziaria, il Dna estratto non corrisponde a nessuno degli indagati, né degli investigatori e dei cittadini che hanno manipolato gli ordigni disseminati dal bombarolo nel Nordest, fino al 2006, quando è uscito di scena. Il primo fu nel 1993.