Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

19 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:50

Sequestro penale nel paradiso degli sciatori, ai piedi delle Cinque Torri, le piste delle Dolomiti tra Cortina e il Passo Falzarego, luogo di incontaminata bellezza. Da un paio di settimane, ormai alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, un telo di colore grigio copre un cumulo di macerie nel grande piazzale da cui parte la seggiovia che sale in quota, a fianco di un bar ristorante attualmente chiuso per ferie. L’area è transennata con i nastri bianchi e rossi e un foglio che motiva il provvedimento: “Area sottoposta a sequestro penale dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno”. L’intestazione indica che il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo.

In questo periodo dell’anno la zona è scarsamente frequentata, ad eccezione di pochi escursionisti che raggiungono il museo all’aperto della Grande Guerra. Sono al lavoro per preparare l’apertura invernale alcuni operai, dipendenti di Cortina Skiworld, la società che controlla gli impianti di risalita di Cortina, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina. Nessuna attività nell’area sequestrata. Si attende che vengano analizzati i resti che hanno insospettito carabinieri e magistratura: è infatti aperta un’indagine per smaltimento illecito di rifiuti.