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21 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:00

BORMIO – Le sorprese olimpiche non finiscono mai. Una società esclusa da un appalto della Regione Lombardia perché coinvolta in un’inchiesta per corruzione, rimane come subappaltatrice in altri due lavori banditi da Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico), il braccio operativo dello Stato per le opere dei Giochi invernali che cominceranno a febbraio. Un paradosso, anche se in un caso concorreva direttamente a una procedura aperta per realizzare un sistema di innevamento a Bormio, per conto di Aria, l’Azienda regionale lombarda per l’innovazione e gli acquisti, mentre negli altri due casi si limita ad eseguire le direttive delle due ditte che hanno vinto gli appalti di Simico. Al centro di questo nuovo caso che agita la preparazione olimpica diventata sempre più convulsa, è la società a responsabilità limitata Bracchi di Valdisotto, in provincia di Sondrio.

Il sasso è stato lanciato dall’ingegnere Lorenzo Gubian, direttore generale di Aria, che ha firmato una “Determina di esclusione” dalla procedura per il “potenziamento delle capacità di innevamento programmato della Ski Area di Bormio e Valdisotto”. Si tratta di un intervento finanziato da Regione Lombardia e inserito nel Piano olimpico per un valore di 13 milioni di euro. Alla gara hanno partecipato due raggruppamenti temporanei. Il primo, risultato vincitore, è costituito da TNG spa (mandataria) e Conf. Costruzioni srl mandante. Nel secondo raggruppamento, invece, la mandataria Mair Josef & Co di Mair Klaus (di Prato dello Stelvio), e le mandanti Marx srl (di Silandro) e Bracchi Costruzioni di Valdisotto. L’esclusione ha colpito questo secondo gruppo, a fine aprile. Aria ha scoperto che Bracchi non aveva informato la stazione appaltante dell’inchiesta che nel mese di marzo ha portato ai domiciliari il titolare, con accuse di corruzione. “Tali circostanze non sono state comunicate e ciò pur incidendo sul possesso ininterrotto dei requisiti morali richiesto dal Codice degli appalti” ha scritto Gubian, chiedendo alla società di controdedurre. Le risposte non sono state soddisfacenti. “L’operatore economico non negava le notizie di cronaca, né offriva informazioni adeguate idonee ad escludere un coinvolgimento della mandante nei reati elencati… le controdeduzioni si sono limitate ad affermare una asserita parzialità”. Aria ha ricordato che esiste “l’obbligo di comunicare nel corso della gara tutte le vicende, anche sopravvenute, attinenti allo svolgimento della propria attività professionale al fine di valutare l’eventuale incidenza sulla reale affidabilità, morale e professionale, dei concorrenti”. Così il raggruppamento arrivato al secondo posto è stato escluso dalla procedura d’appalto.