Come in certe famiglie dove non si parla più, ma si litiga praticamente da mattina a sera. Il Pd vive giorni di nervi scoperti: battute velenose, silenzi pesanti, e quella sensazione di stare insieme solo perché separarsi costerebbe troppo, è difficile trovare un altro tetto. Così anche l’ultimo allarme lanciato dall’inquilina del Nazareno, in missione ad Amsterdam, viene accolto con fastidio e freddezza dalla minoranza. È la conferma che Elly Schlein si è infilata in un vicolo cieco. Era andata così anche quando Maurizio Landini definì la premier una «cortigiana», con Elly Schlein che corse subito a difenderlo. Disse allora la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno: «Il linguaggio offensivo e sessista non è solo una questione di civiltà, ma un ostacolo concreto alla piena agibilita' democratica delle donne». Insomma il segretario della Cgil si scusi. Lo stesso canovaccio si è ripetuto per l’affondo di ieri, i riformisti restano con le bocche cucite, nessuno corre a dichiarare solidarietà alla segretaria, un silenzio che parla molto più di mille parole. Vuol dire distanza, come se tornasse l’eco del giudizio feroce di Romano Prodi: «Con questa andiamo a sbattere». E ancora di più l’analisi impietosa di Paolo Gentiloni, solo qualche giorno fa: «Allo stato attuale il campo largo non può essere un’alternativa».
Pd, cresce la fronda: una nuova corrente per isolare Schlein. Gentiloni nume tutelare
Come in certe famiglie dove non si parla più, ma si litiga praticamente da mattina a sera. Il Pd vive giorni di nervi scoperti: battute velenos...










