Come un naufrago che punta tutto sull’ultima spiaggia, la sopravvivenza. Così nasce, al Nazareno, il piano temerario: o funziona, o è il tracollo. Tutto comincia d’estate, nelle Marche. Elly Schlein fiuta l’occasione: strappare una regione a Fratelli d’Italia e imprimere una svolta alle regionali d’autunno. Le condizioni sembrano esserci, si entusiasma Igor Taruffi, il responsabile dell’organizzazione ancora a caccia di una vittoria. La segretaria ha già pronta una delle sue frasi ad effetto: «Giorgia stiamo arrivando». Il PD punta su un nome pesante: Matteo Ricci, già sindaco di Pesaro, eurodeputato, figura radicata e riconoscibile. È lui il prescelto per tentare il sorpasso. Se riesce, l’onda può arrivare fino a Roma e creare il clima giusto per la sfida del 2027, e allora sarà un’altra partita. Il finale è noto: Francesco Acquaroli si prende il bis senza affanni. Ricci incassa la sconfitta e rientra in silenzio a Bruxelles. Il partito accusa il colpo: fine dei sogni di gloria, l’ennesima tranvata per la segretaria che si porta dietro la sua "maledizione": è "unfit". Ed è in quel momento, nelle ore immediatamente successive al voto, che prende corpo l’idea più estrema: l’ultima spiaggia è colpire Giorgia Meloni, frontalmente, da ogni direzione possibile.