L’allarme sullo stato della democrazia in Italia da quando al governo è la destra, lanciato da Elly Schlein al congresso del Pse, è durato ventiquattro ore. Il giorno dopo il grido lanciato dalla segretaria dem dal palco ad Amsterdam dei Socialisti il dibattito dem verte già su altro: dazi, manovra, Medio Oriente e poi il Pd, la sua linea politica, la debolezza dell’alternativa del centrosinistra. Anche sui giornali più vicini al centrosinistra il monito della segretaria viene letto più che altro come l’ennesimo capitolo della disputa tra le due leader degli schieramenti.
Pochi gli esponenti del Pd che tornano sul tema. Tra questi, c’è Sandro Ruotolo, che è anche responsabile informazione del Pd. «La libertà di stampa», ha scritto in una nota, «non può essere soffocata con bombe e minacce, ma anche con querele temerarie, con il controllo politico dell’informazione, con il silenzio su chi spia i giornalisti. La politica, una certa politica, la deve smettere di delegittimare il giornalismo d’inchiesta. Se si è isolati si è più facilmente bersagli».
CAPEZZONE: "SU RANUCCI LA SCHLEIN HA VARCATO IL RUBICONE", CHI LA AFFONDA SUI GIORNALONI
Un lunedì con molte cose da raccontare. "C'è molta Schlein sui giornali, ormai sono mille giorni ...












