Un raid compiuto non da professionisti ma di chi sapeva maneggiare un ordigno, seppure rudimentale, potenzialmente letale.
Una intimidazione forse studiata da tempo e messa in atto da chi conosceva le strade del quartiere e le possibili vie di fuga. Muove i primi passi l'indagine dei magistrati dell'Antimafia di Roma per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci le cui due automobili sono state semidistrutte giovedì sera da una bomba carta 'potenziata' e lasciata all'esterno della sua villetta a Pomezia, centro alle porte della Capitale.
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Ranucci, 'contro di me un salto di qualita''
I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati a cui sono state delegate le verifiche stanno incominciando a perimetrare l'attività investigativa alla luce degli elementi raccolti in queste ore e basandosi anche sugli elementi forniti dallo stesso conduttore di Report nel corso delle audizioni in caserma e Procura durate alcune ore. Ranucci ha delineato con gli inquirenti quattro o cinque tracce definite "importanti" e che "riconducono sempre agli stessi ambiti".















