Il giornalista si è presentato questa mattina alla Compagnia dei carabinieri Trionfale per formalizzare la denuncia. "Quanto avvenuto rappresenta un salto di qualità preoccupante", ha ripetuto il conduttore. A coordinare l'inchiesta , per le ipotesi di reato di danneggiamento aggravato e violazione della legge sulle armi, è la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, con il procuratore capo Francesco Lo Voi e con il pm Carlo Villani. Gli artificieri hanno accertato che l'ordigno conteneva quasi un chilo di esplosivo. Una quantità tale da poter mietere vittime. Le indagini, di polizia e carabinieri stanno vagliando diverse piste; dagli ambienti delle tifoserie ultras violente, al racket dei chioschi balneari sul litorale romano, fino a contesti criminali più strutturati legati alla criminalità organizzata anche dell'Est Europa, ma radica ormai in Italia. Ranucci, dal canto suo, ha ricostruito per la Procura almeno quattro episodi gravi dal 2021, già denunciati. "Esiste una lista infinita di minacce, mai prese sotto gamba. Tutto è stato segnalato alle autorità. Le indagini sono ancora a carico di ignoti", ha precisato. Poche ore dopo l'attentato, i carabinieri hanno trovato nei pressi dell'abitazione del giornalista una Fiat 500X risultata rubata. L'auto è stata messa in sicurezza per le verifiche da parte degli artificieri. Il livello di protezione per Ranucci è stato elevato: da ora in poi si sposterà su un'auto blindata. "La mia scorta ha sempre fatto rapporto. Già nei mesi scorsi, proiettili erano stati lasciati fuori casa", ha raccontato.