Roma, 17 ott. (askanews) – “In base a quello che hanno detto gli artificieri si trattava di un ordigno usato per fuochi d’artificio, quindi pirotecnico, rudimentale. Minacce ne abbiamo ricevute tantissime e di varia natura. Il problema adesso è capire un attimo la serietà di queste minacce”. Così Sigfrido Ranucci ai microfoni del Gr 1 Rai sull’ordigno che nella notte ha fatto esplodere le sue auto nei pressi della sua abitazione a Pomezia (Roma). “Abbiamo ricostruito con i carabinieri
quanto è successo ieri. Avevamo smesso stanotte alle 3 e poi abbiamo ricominciato stamattina. Oggi nel pomeriggio andremo a parlare con la Dda”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci lasciando la sede della compagnia dei carabinieri di via Trionfale a Roma, dopo aver presentato denuncia in relazione all’esplosione. Le dichiarazioni dell’autore e cronista di Report sono state raccolte dal Fatto Quotidiano. Il video è visibile sul sito internet. “C’è una lista infinita di minacce, di varia natura,
che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria e di cui i ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto. Io comunque mi sento tranquillo nel senso che lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi”. Quindi Ranucci ha spiegato: “Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante perché proprio davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili. Non avevo fatto uscire questa notizia, però avevamo trovato dei proiettili e queste











