Proiettili fatti recapitare a casa, pedinamenti, fino alla bomba lasciata sotto la sua abitazione a Pomezia nella notte tra il 16 e il 17 ottobre. Da quel giorno "non ho ricevuto altre minacce, nessun episodio particolare da segnalare", ha detto Sigfrido Ranucci rispondendo in Commissione antimafia a una domanda della presidente Chiara Colosimo. Il giornalista conduttore della trasmissione di Report di RaiTre in audizione inizia raccontando le minacce ricevute dal 2010 a oggi, fino all’attentato di qualche settimana fa che ha fatto saltare in aria la sua auto e quella della figlia.

Caso Report, garante nel mirino. Negli uffici è caccia alla talpa

di Giovanna Vitale

04 Novembre 2025

"Attualmente mi è stata assegnata una macchina blindata con posto fisso dove alloggio e ho l'Esercito davanti casa - ha spiegato il conduttore di Report – La mia preoccupazione più grande è per i miei familiari, dopo quello che è accaduto, ma sono sufficientemente forti da riprendere la loro attività con normalità”. Ammette Ranucci di non aver capito “a quale contesto ricondurre questo attentato. Non era certo un fuoco d'artificio, come qualcuno ha cercato di far passare. C'è chi ha detto anche che la bomba non era diretta a me, e nella chat di un giornale abbastanza serio qualcun altro ha ipotizzato che abbia fatto tutto da solo, e in quel caso sarei stato talmente scemo da piazzare l'esplosivo sotto l'unica auto che non era assicurata contro incendi e atti vandalici – ha continuato Ranucci – Quelle parcheggiate fuori alla mia abitazione erano macchine a gas che se esplose avrebbero buttato giù la palazzina". "Al di là di tutto questo - ha concluso il conduttore di Report - emerge che l'ordigno era qualcosa di più che rudimentale, poi vedremo la natura della polvere pirica, un quantitativo di esplosivo abbastanza importante: ma sottolineo ancora una volta il fatto che non si è evidenziato abbastanza che quelle erano macchine a gas, che se esplose, e abbiamo visto quello che è accaduto ai carabinieri nel Veronese, avrebbero buttato giù la palazzina".