Fra un paio d'anni - questa è la speranza dei produttori - sulle tavole europee potrebbe arrivare un prodotto decisamente innovativo e controverso: il pesce coltivato in laboratorio. Una frontiera, quella del pesce creato dall'uomo grazie a cellule animali, che ha un grande vantaggio rispetto alla già discussa carne "sintetica": lo potremmo ottenere con un dispendio energetico molto più basso e i prodotti, almeno teoricamente, saranno privi di inquinamento da microplastiche o metalli pesanti. Per comprendere perché l'idea della carne di pesce nata in laboratorio sta prendendo piede nel mondo e punta a un commercio anche in Europa, dopo che i primi salmoni nati in vitro sono già stati venduti nei ristoranti Usa, bisogna fare un piccolo passo indietro.
Negli Usa il salmone coltivato in laboratorio servito al ristorante, ma non ovunque
di Paolo Travisi
Oggi, nel Pianeta, le proteine del pesce e dei frutti di mare sono alla base della dieta di circa il 20% della popolazione, soprattutto in mercati come l'Asia. Allo stesso tempo però, nei mari che soffrono per il riscaldamento globale, l'acidificazione, la perdita di barriere coralline e l'inquinamento da plastica, con la grande complicità della sovrapesca moltissimi degli stock ittici nelle ultime decadi si sono ridotti e impoveriti. C'è meno pesce e, talvolta, anche di minore qualità. In un mondo dove nel 2050 potremmo arrivare a 10 miliardi di persone e siamo costretti a un maggiore impegno per la tutela della natura se non vogliamo rimanere senza risorse. Servono dunque nuovi equilibri che passino anche per tecnologia e innovazione. Così è stato per esempio per la carne coltivata in laboratorio, già consumata in varie parti del mondo anche se in Italia - vedi le drastiche posizioni del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida - la produzione e il commercio dal 2023 sono vietate per legge. Anche se mancano ancora approvazioni per il commercio di carne di pesce coltivata in laboratorio in una Europa apparsa recentemente sempre più conservatrice rispetto ai nuovi prodotti del mercato (vedi la recente bocciatura di uso di nomi animali su cibi vegetali, come i burger veg) proprio all'interno del Vecchio Continente, come in Belgio o in Germania, ci sono già aziende che stanno sperimentando la coltivazione del pesce.








