Carne coltivata, farina di insetti e funghi ricchi di proteine sono le nuove strade per rendere il cibo più accessibile in tutto il mondo, superando le disuguaglianze che attualmente impediscono che sia distribuito equamente.
E' la strategia presentata all'Accademia Nazionale dei Lincei, nel convegno su 'Il cibo che verrà', organizzato nell'ambito del ciclo di incontri su "Il futuro dell'umanità".
"Nel mondo si produce abbastanza cibo, ma questo non viene distribuito equamente", osserva Paolo Costantino, che fa parte del comitato organizzatore. Il convegno è l'occasione per un confronto sugli strumenti attualmente disponibili per trovare una soluzione che "non veda nel cibo una fronte di profitto", ha detto ancora Costantino.
"Oggi l'agricoltura e l'allevamento sono insostenibili", ha detto ancora riferendosi alla grande produzione di gas serra e al consumo di grandi estensioni di terreno. Per questo "vanno fatte scelte politiche coordinate a livello mondiale per guardare al di là del profitto e che tengano conto degli effetti del cambiamento climatico".
Anche per Line Gordon dello Stockholm Resilience Center, intervenuto al convegno, "il sistema alimentare globale si trova a un bivio cruciale. Pur avendo soddisfatto con successo il fabbisogno calorico di una popolazione mondiale in crescita, è diventato al contempo il principale motore del degrado ambientale, contribuendo al 30% delle emissioni globali di gas serra".








