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Ultimo aggiornamento: 14:26
Di SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana
I sistemi agroalimentari sono all’incrocio di sfide senza pari. In un mondo che sembra sempre più fragile, dove numerosi sono i conflitti, i cambiamenti climatici distruggono equilibri secolari e le disuguaglianze si amplificano: la terra che coltiviamo, l’acqua che beviamo e la biodiversità che ci nutre sono sotto minaccia. Il rapporto “Prospettive agricole 2025-2034” dell’OCSE e della FAO prevede che la produzione agricola e ittica globale aumenterà del 14% nel prossimo decennio per soddisfare la tendenza principale di un aumento del consumo di alimenti di origine animale, principalmente da parte di una popolazione in crescita e più urbanizzata nei paesi a reddito medio.
Il sistema agroalimentare è già responsabile di oltre un terzo (circa 17.318 ± 1.675 TgCO2eq/anno) delle emissioni globali dirette e indirette di gas serra (GHG), esercitando un notevole impatto su terra, acqua e altre risorse naturali. Di questo totale, il 57% è attribuibile alla produzione di alimenti di origine animale. In questo contesto, ad aggravare la situazione c’è l’inefficienza lungo tutta la catena di approvvigionamento dell’attuale sistema alimentare, che comporta significative perdite di cibo durante la produzione, la trasformazione, il trasporto e lo stoccaggio.






