La storia delle civiltà ci racconta come le possibilità di sopravvivenza umane si siano sempre intrecciate con capacità di utilizzare (e sfruttare) differenti risorse in una incessante trasformazione di quanto, vivente o non vivente, potesse dimostrarsi utile alla vita della nostra specie. Di volta in volta l’uso di nuove e diverse fonti energetiche permetteva nuovi modi di vivere, accresceva e arricchiva le popolazioni, modificava ulteriormente gli ambienti in cui si svolgeva la vita. Così, nella continua ricerca di cibo, in diverse parti del mondo le popolazioni umane hanno sviluppato efficaci pratiche di agricoltura modellando il proprio modo di vivere sulle condizioni ambientali che si succedevano nel tempo.
Francesco Lami, ricercatore in Scienze e Tecnologie Agroalimentari preso l’Università di Bologna, tratteggia con efficacia la complessità dei problemi alimentari che oggi una popolazione al limite dei nove miliardi di individui deve risolvere per la sua sopravvivenza, analizza la relazione tra esigenze umane e resilienza ambientale, mette in evidenza le possibili alternative presentate dallo sviluppo dell’agricoltura ad una umanità che ha praticamente “divorato” una buona parte del pianeta.







