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Ultimo aggiornamento: 8:03

La coltivazione di fibre muscolari spesse a partire da cellule bovine rappresentava da tempo un ostacolo per la scienza. Ora, un team di ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) è riuscito a superare questa sfida, aprendo nuove prospettive nel campo della carne coltivata in laboratorio. Gli scienziati sono infatti riusciti a riprodurre in vitro tessuti con un consistenza sorprendentemente simile a quella dei tessuti della carne tradizionale.

I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Advanced Science. Gli autori guidati dal professor Ori Bar-Nur dell’ETH, esperto in biologia rigenerativa e muscolare, hanno compiuto un importante balzo in avanti nella produzione di carne coltivata, riuscendo a creare in laboratorio tessuti muscolari bovini tridimensionali composti da fibre spesse e funzionali. Fino ad oggi, gli scienziati erano riusciti a generare fibre muscolari da mioblasti bovini, ma queste erano sottili e non del tutto comparabili alla carne vera.

La novità? Le fibre sviluppate dal gruppo svizzero non solo sono più spesse, ma anche più simili al muscolo naturale a livello molecolare e funzionale: presentano infatti gli stessi geni e proteine e mostrano capacità contrattile paragonabile a quella del tessuto muscolare bovino originale. Un risultato che segna una differenza sostanziale rispetto ai metodi precedenti, in cui mancavano alcune proteine cruciali.