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Ultimo aggiornamento: 11:44
Un post pubblicato su Facebook il 14 gennaio 2025 in cui il figlio di Sigfrido Ranucci, Emanuele, replica all’intervento di Andrea Marcenaro, che sulla sua rubrica Andrea’s version sul Foglio aveva definito il giornalista “multipremiato per l’imbattibile frequenza con cui da decenni mette quintalate di merda nel ventilatore”. Poi veniva ricordato quando Ranucci era stato stato inviato a Sumatra per lo tsunami dell’Oceano Indiano, un evento che causò 250 mila morti: “Ogni giorno a migliaia, per molto tempo. Era il 2005, per Ranucci purtroppo sembrava fatta. È riuscito a tornare”. Riportiamo integralmente la risposta di Emanuele, nel giorno in cui una bomba ha distrutto la sua auto su cui indaga l’Antimafia.
Caro Andrea,
fortunatamente mi sono imbattuto così poche volte nelle pagine del “giornale” in cui scrivi da non sapere né il tuo cognome né se tu – spero vivamente per la categoria di no – sia un giornalista professionista o un comico satirico, sono il figlio di Sigfrido Ranucci e nonostante alcune volte me ne sorprenda anche io, non sono ancora orfano di padre.











