Dal nostro inviato - GERUSALEMME

Il Dott Ahmed al Farra non ha dubbi. Sulle decine di cadaveri che ha visionato i segni di tortura sono molteplici. Le foto inviate da Gaza sono scioccanti. Ognuna ritrae un corpo sovente semi-nudo, steso su una cerata blu. La pelle è sovente annerita, a volte il cadavere è sfigurato. Alcuni hanno le mani ancora legate da lacci di plastica che affondano nella carne, il collo segnato da una corda. Altri hanno vistose cicatrici. A seconda dei casi. Molti dei 120 cadaveri palestinesi consegnati finora dalle autorità israeliane alle autorità sanitarie di Gaza non sono identificabili a occhio nudo. Resteranno, per ora, morti senza nome.

L’Ospedale Nasser si trova a Khan Younis, un tempo il secondo centro abitato della Striscia di Gaza. È uno dei più grandi nosocomi di questa Enclave di appena 360 chilometri quadrati. Al pari dei pochi altri ancora in piedi, non dispone più delle strumentazioni per rintracciare il Dna. A Gaza da tempo diversi attrezzature e componenti medici non entrano dai valichi di confine. Si presume che buona parte dei corpi appartengano a miliziani di Hamas, ma non si esclude la presenza anche di civili. È plausibile che molti di loro siano stati uccisi il 7 Ottobre o nei giorni seguenti.