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Ultimo aggiornamento: 13:40

“Eravamo in un mattatoio, non in una prigione. Purtroppo, eravamo in un mattatoio chiamato prigione di Ofer. Molti giovani sono ancora lì. La situazione nelle carceri israeliane è molto difficile. Non ci sono materassi. Li portano sempre via. La situazione alimentare è difficile. Le cose sono difficili lì”. Nel giorno in cui Israele riabbracciava i suoi ostaggi per oltre due anni nelle mani di Hamas, oltre 1900 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, venivano liberati. Al Jazeera riporta alcune delle loro testimonianze, in cui raccontano maltrattamenti e abusi e descrivono il carcere di Ofer come un “mattatoio”.

“Abdallah Abu Rafe – scrive Al Jazeera – ha descritto il suo rilascio come una ‘grande emozione’. “Un altro detenuto rilasciato, Yasin Abu Amra, ha descritto le condizioni nelle carceri israeliane come ‘pessime, pessime’. ‘In termini di cibo, oppressione e percosse, tutto era pessimo. Non c’erano né cibo né bevande. Non mangiavo da quattro giorni. Mi hanno dato due dolci qui e li ho divorati”, ha detto. “Saed Shubair, anche lui liberato lunedì – prosegue Al Jazeera – , ha detto di non sapere come descrivere le sue emozioni. ‘La sensazione è indescrivibile. Vedere il sole senza sbarre è una sensazione indescrivibile. Le mie mani sono libere dalle manette. La libertà non ha prezzo'”. Fra i detenuti rilasciati, scrive l’emittente qatariota, “c’è anche il fratello del nostro corrispondente Ibrahim al-Khalili, Mohammed“, che è stato “detenuto per oltre 19 mesi senza alcuna accusa” e che ha descritto il suo calvario come una ‘grande lotta. Siamo stati picchiati e umiliati. Abbiamo sofferto molto. Ma grazie a Dio, ora è tutto finitò, ha detto Mohammed al-Khalili”, citato da Al Jazeera.