Il debito globale continua a salire. Senza freni. Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo Fiscal Monitor, lancia l’allarme su una questione che rischia di compromettere la stabilità economica mondiale nei prossimi anni: il debito pubblico globale, già a livelli record, è destinato a superare il 100% del Pil entro il 2029, raggiungendo livelli mai visti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il debito, spiega il rapporto, non solo sta crescendo in dimensione, ma cambia anche natura: un tempo accompagnato da tassi d’interesse in calo che mitigavano i costi del servizio, oggi si scontra con tassi in forte aumento e un quadro economico incerto.

Sempre più indebitati. L’analisi del Fmi sottolinea come questa impennata dipenda da una combinazione di fattori che va al di là dei numeri grezzi. «La persistenza di spese superiori alle entrate fiscali, partendo da deficit e debiti troppo elevati, spingerà il debito sempre più in alto, minacciando la sostenibilità e la stabilità finanziaria», ammoniscono gli esperti. A questo si aggiungono i nuovi oneri per difesa, emergenze climatiche, sfide demografiche e innovazioni tecnologiche, il tutto in un contesto politico in cui aumentare le tasse o contenere la spesa è sempre più difficile, mentre la consapevolezza pubblica dei limiti fiscali è diminuita.