WASHINGTON - «L’Europa si trova in un momento decisivo. La crescita è troppo bassa» e a questi ritmi «i piani di bilancio esistenti sono insufficienti per gestire l’enorme spinta sulla spesa». Senza una risposta politica «coraggiosa», le pressioni metterebbero il debito pubblico su un «percorso esplosivo». Il monito arriva dal report sull’Europa dell’Fmi, pubblicato il 17 ottobre. I toni sono più preoccupati di quelli finora sentiti nelle riunioni in corso a Washington, tanto che il Fondo monetario si spinge a suggerire all’Unione Europea di sveltire i processi istituzionali, anche superando la barriera del voto all’unanimità.
Voto a maggioranza
L’Fmi invita «a prendere in considerazione» la possibilità «di adattare la gerarchia decisionale della Ue e abbreviare i procedimenti a sostegno dell’agenda di riforme strutturali. Questo potrebbe, per esempio, implicare il passaggio al voto a maggioranza piuttosto che all’unanimità» oppure consentire di procedere a chi lo desidera.
Idee non nuove in assoluto, ma estremamente complicate da attuare. Il richiamo dell’Fmi è significativo: l’8 ottobre, la numero uno dell’istituto, Kristalina Georgieva, aveva lanciato la proposta - o provocazione - di valutare «la nomina di uno zar del mercato unico», dotato «di reale autorità per portare avanti le riforme».










