“Il cibo non è solo nutrimento: quando diventa notizia, racconta storie di persone, territori e culture. E ci ricorda che ciò che mangiamo parla anche di chi siamo”. Le parole di Sonia Peronaci sintetizzano la trasformazione che negli ultimi decenni ha reso il cibo uno dei linguaggi più potenti del nostro tempo: non più solo nutrimento o mestiere, ma racconto, specchio, intrattenimento. Il racconto di quello che mangiamo tra tv, social e divulgazione è il tema di Breaking food, il talk in programma sabato 18 ottobre al Festival C’è + Gusto a Bologna, a Palazzo Re Enzo. Informare, intrattenere, ispirare. Di questo parleranno, nella Sala degli Atti, Giorgio Calabrese, medico e nutrizionista; Luisanna Messeri, cuoca e scrittrice; Sonia Peronaci, imprenditrice digitale e fondatrice di Giallozafferano e Martina Liverani, autrice e giornalista de Il Gusto”.
L'EVENTO
C’è + Gusto, corsa verso la bellezza: incontro con Massimo Bottura e Flavio Manzoni
Oggi il cibo invade gli schermi, i social, le pagine dei giornali. È dappertutto, e proprio per questo a volte può sembrare che abbia cambiato significato. Le ricette diventano contenuti, i piatti hashtag, i gesti rituali materia di storytelling. Ma per capire come siamo arrivati fin qui, e dov’è la tanta sostanza contemporanea bisogna tornare indietro di una ventina d’anni. Vale a dire quando la cucina televisiva era ancora un luogo inesplorato, di racconto e di mestiere.








