Più o meno contemporaneamente, nella tarda serata di venerdì, il presidente Emmanuel Macron ha riaffidato a Sebastien Lecornu il compito quasi disperato di formare un nuovo governo in una Francia dominata dal caos, mentre l’agenzia di rating S&P confermava la promozione già attribuita all’Italia la scorsa primavera di una valutazione BBB+ con outlook stabile. Si chiude, così, per il nostro Paese un anno di promozioni, iniziato nell’ottobre del 2024. Riassumiamone le tappe. Il 18 ottobre 2024 Fitch conferma il rating BBB e alza l’outlook da stabile a positivo (valutazione poi riconfermata il 4 aprile 2025). Il 28 ottobre 2024 DBRS Morning Star conferma il rating BBB (high) e alza l’outlook da stabile a positivo. Il 12 aprile 2025 S&P alza il rating da BBB a BBB+ con outlook stabile (giudizio poi riconfermato, appunto, lo scorso venerdì sera). Il 23 maggio 2025 Scope conferma il rating BBB+ con outlook stabile. Il 24 maggio 2025 Moody’s conferma il rating Baa3 e alza l’outlook da stabile a positivo. Infine, il 19 settembre 2025 Fitch alza il rating da BBB a BBB+ con outlook stabile.
Insomma, i mercati finanziari ci apprezzano, con i tassi di interesse sui titoli di debito decennali italiani ormai inferiori a quelli francesi, le agenzie di rating e la stampa internazionale ci promuovono. L’Italia è vista sempre di più come un modello di stabilità politica, come un Paese affidabile, che ha ritrovato nello stesso tempo crescita economica e disciplina delle finanze pubbliche: in una parola, un modello.












