Il primo ministro francese dimissionario, Sébastien Lecornu, non ha fatto in tempo a rimettere il mandato per l’impossibilità di tenere in piedi una coalizione e mettere un canovaccio di azione economica condivisa, che è stato rinominato nell’identico incarico. Bizzarra la situazione. Scadeva ieri sera la deadline per l’annuncio del nuovo capo di governo francese, fissata mercoledì su France 2 proprio da Lecornu.
Al termine di una riunione tenutasi all’Eliseo nel pomeriggio con tutti i leader politici tranne quelli del Rassemblement national (Rn), la destra sovranista, e della France insoumise (Lfi), la sinistra radicale, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha confermato che «esiste una strada percorribile per raggiungere un compromesso ed evitare lo scioglimento», secondo quanto riferito dal suo entourage. Ma il nome di colui che dovrà formare una maggioranza più stabile di quella uscente e presentare lunedì la proposta di manovra finanziaria più complicata degli ultimi vent’anni è saltato fuori dal cilindro alle 22: sempre Lecornu. Nomina - annuncia l’Eliseo che ha tanto il sapore di un estremo tentativo per uscire dall’angolo. Macron lo ha (ri)incaricato di costituire un governo. Ma se le premesse sono le stesse del primo giro di valzer...











