Quarantotto ore per trovare una via d'uscita.

Dopo le dimissioni shock di Sébastien Lecornu che hanno precipitato la Francia in un caos politico senza precedenti, Macron ha affidato al premier dimissionario una missione quasi impossibile. Incaricandolo di condurre degli ''ultimi negoziati'' entro ''mercoledì sera'' per giungere a una ''piattaforma di azione" comune per la ''stabilità del Paese".

In caso di fallimento, il presidente all'angolo si dice pronto ad ''assumersi le proprie responsabilità". Tra le opzioni, la nomina di un nuovo premier, magari di sinistra come invocato dal Partito socialista, un nuovo scioglimento dell'Assemblée Nationale dopo quello che portò alle elezioni anticipate nell'estate 2024 o improbabili dimissioni presidenziali reclamate a dalla gauche radicale di Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise). Le immagini di Macron solo, vestito di scuro, a passeggio lungo la Senna, dopo le dimissioni di Lecornu sono state rilanciate dai media di mezzo mondo. Illustrano la solitudine di un presidente posto dinanzi a uno dei rebus più difficili della recente storia d'Oltralpe.

Ad appena dodici ore dalla formazione del governo, il neo-premier, nominato un mese fa per tentare di formare un esecutivo e approvare la manovra finanziaria 2026, si è presentato in mattinata all'Eliseo per rassegnare le dimissioni.