Roma, 6 ott. (askanews) – È durato meno di 24 ore il governo del premier francese Sebastien Lecornu: l’ex ministro della Difesa ha infatti rassegnato questa mattina le proprie dimissioni vista l’impossibilità di esercitare la propria carica di fronte ad un’Assemblea Nazionale già pronta ad esercitare un’immediata mozione di censura, lasciando il presidente Emmanuel Macron solo di fronte ad una crisi sempre più complicata da gestire.
Un esecutivo quindi che seppure mai arrivato in aula ha visto la sua composizione pubblicata sulla gazzetta ufficiale e che dunque è quello che dovrà gestire il disbrigo degli affari correnti e il passaggio dei poteri al prossimo governo, che sia di nomina presidenziale o frutto di un passaggio alle urne.
L’ultradestra del Rassemblement National di Jordan Bardella e Marine le Pen ha infatti già chiesto di tornare al voto, unica ricetta possibile per dare “stabilità” al Paese; di segno opposto l’appello dei Republicains (LR), che hanno invece invitato Macron, deciso a portare a termine il suo mandato, a “governare”.
La sinistra da parte sua ha assunto una posizione attendista: il partito Socialista ha auspicato la nomina di un suo esponente alla guida del governo come unica possibile saldatura parlamentare, mentre la France Insoumise di Jean-Luc Melenchon ha proposto un incontro in serata per discutere “tutte le ipotesi sul tavolo”.










