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11 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:17
Parte in salita, come da previsioni, il Lecornu bis. Sono passate poche ore da quando l’Eliseo ha annunciato di aver affidato nuovamente il compito di formare un governo a Sébastien Lecornu, fedelissimo del presidente francese, Emmanuel Macron, ed ex ministro delle forze armate. Si era dimesso lunedì scorso, appena 14 ore dopo aver annunciato la composizione del suo governo. Ma, di fronte a una delle crisi più laceranti della storia della Quinta Repubblica, “non c’erano molti candidati” alla carica di premier, come dichiarato dallo stesso Lecornu. Quindi l’Eliseo lo ha incaricato di nuovo, nonostante la “dichiarata indisponibilità”. Le Republicains hanno già dichiarato di non voler partecipare al nuovo governo, ma di essere disposti a collaborare su alcuni temi. E neanche il Partito Socialista intende garantirgli la fiducia in assenza di “una sospensione immediata e completa della riforma delle pensioni”.
I voti dei socialisti saranno decisivi per la sopravvivenza del nuovo governo. “Ricordiamo molto chiaramente al primo ministro che se nella sua dichiarazione di politica generale non ci sarà la conferma dell’abbandono del 49-3, oltre a misure per proteggere e rafforzare il potere d’acquisto dei francesi e una sospensione immediata e completa della riforma delle pensioni, lo censureremo”, ha dichiarato il segretario generale Pierre Jouvet. “Tutti i dibattiti sono possibili purché siano realistici”, ha risposto Lecornu, sottolineando che vuole nominare un governo “libero” e “non imprigionato dai partiti”.













