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Ultimo aggiornamento: 11:36

Emmanuel Macron è tenuto a rompere gli indugi e a indicare oggi il suo nuovo primo ministro: le 48 ore di tempo che si era dato – dopo la fase delle ultime consultazioni affidate al premier uscente Sébastien Lecornu – stanno scadendo. Ne va della credibilità della Francia: entro lunedì va presentato in Assemblea nazionale il progetto di legge di Bilancio per il 2026, perché possa essere votato entro fine anno. In questo quadro frenetico, Macron ha convocato oggi alle 14:30 i leader dei partiti politici del gruppo centrale, della destra repubblicana e della sinistra (socialisti, ecologisti e comunisti). Non sono invitati all’Eliseo i responsabili di Le France Insoumise e il Rassemblement National, i due partiti degli estremi di sinistra e di destra, gli stessi che nei giorni scorsi hanno rifiutato di partecipare alle consultazioni e che puntano a un ritorno alle urne. L’ipotesi che Macron sciolga l’Assemblea tuttavia sembra ormai accantonata, almeno per ora. La scelta è decisiva: sarà il quinto premier francese in appena poco più di un anno e mezzo e questa volta, con gli occhi dell’Europa e dei mercati finanziari puntati su Parigi, è tenuto a durare.