Parigi – In una giornata densa, tra l’omaggio al Panthéon per Robert Badinter che abolì la pena di morte e la conferenza diplomatica su Gaza con ministri europei e arabi, Emmanuel Macron ha continuato la sua maratona di consultazioni. Incontri riservati, telefonate, contatti discreti. Il presidente francese è alla ricerca del suo sesto primo ministro in meno di due anni e ha promesso di annunciarlo entro stasera. Macron non ha ancora parlato pubblicamente della crisi aperta dopo le dimissioni lampo di Sébastien Lecornu, alla guida del governo più breve della Quinta Repubblica.
L'eurodeputato Gozi: “Chiedere le dimissioni di Macron è un grave errore”
dalla nostra corrispondente Anais Ginori
09 Ottobre 2025
Come sempre, la strategia di Macron resta indecifrabile anche per i più vicini. Pochi scommettono su un’apertura a sinistra, anche se circolano ancora i nomi dell’ex premier socialista Bernard Cazeneuve, già in corsa e poi scartato, e dell’ex segretario del sindacato Cfdt, Laurent Berger. Un’altra figura evocata con insistenza è Pierre Moscovici, oggi presidente della Corte dei conti, apprezzato per la sua competenza economica e la credibilità internazionale, capace di rassicurare Bruxelles e i mercati finanziari. Ma anche su questo nome, riferiscono fonti vicine all’Eliseo, Macron appare esitante.










