Soldi cash, società fittizie e prestanome: così i fratelli Leopoldo e Alvise Cobianchi organizzavano le loro feste glam a Cortina d'Ampezzo imponendo pierre, dj e staff ai gestori dei locali in modo da intrattenere relazioni e aumentare il giro d'affari legato all'attività di spaccio. Ogni party - ricostruiscono gli inquirenti nelle carte d'inchiesta della Procura di Venezia che mercoledì all'alba ha portato i carabinieri a bussare alle loro porte (Leopoldo, 38 anni, ora è in carcere; Alvise, 36 anni, ai domiciliari) - messo in piedi dai due fratelli romani valeva non meno di centomila euro. Cifre e suddivisioni erano riportate in annotazioni precise anch'esse finite agli atti.

Cortina e la mala romana, lo chef stellato Prest: «Non ho ceduto ai Cobianchi, ma sono ancora scosso»

«Portiamo su un gruppo di 120 persone da Roma, tutte adulte e che non creano problemi», assicuravano i due fratelli ex ultras della Lazio, cresciuti tra gli Irriducibili della Curva Nord sotto l'ala protettrice del loro capo carismatico, Diabolik, al secolo Fabrizio Piscitelli, ucciso in un agguato di malavita al Parco degli Acquedotti nell'agosto del 2019. Salvo poi nei mesi seguenti scatenarsi per le strade della cittadina con risse "da stadio" e pestaggi, episodi fino ad allora inediti per la Perla delle Dolomiti.