Le mani della malavita romana sullo spaccio di droga e sul controllo di discoteche ed eventi nei ristoranti di Cortina. Un vero racket, con uso di metodi mafiosi. Ma anche il tentativo di entrare negli appalti per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, attraverso un aggancio con la giunta comunale per influenzare le elezioni del 2022 e per la successiva spartizione degli affari. Questi ultimi tentativi sono andati a vuoto, perché l’assessore Stefano Ghezze non è caduto nella trappola, anche se non ha denunciato le minacce ricevute. È uno scenario sconcertante quello che emerge dall’operazione “Reset” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (sostituti Stefano Ancilotto e Federica Baccaglini), che ha origine da un’indagine per traffico di stupefacenti, ma getta ombre inquietanti anche sugli appetiti che hanno suscitato gli appalti olimpici e sulla millanteria riguardante uno “zio parlamentare romano” a cui facevano riferimento due degli indagati.

Due romani arrestati

L’ordinanza del gip Alberto Scaramuzza ha fatto finire in carcere Leopoldo Cobianchi di 38 anni e ai domiciliari il fratello Alvise di 36 anni, indicati nei capi d’accusa come “appartenenti al gruppo ultras degli ‘Irriducibili’ della squadra di calcio SS Lazio (gruppo già capeggiato da Fabrizio Piscitelli)”. Quest’ultimo, noto anche come Diabolik, venne ucciso nel 2019 in un parco romano a colpi di pistola per un regolamento di conti. Il terzo indagato è Daniele Mazzarella, 29 anni, raggiunto da un provvedimento che lo costringe a non lasciare Roma e a presentarsi due volte al giorno in caserma per l’obbligo di firma. I reati contestati sono (a diverso titolo) quelli di rapina, estorsione, tentata estorsione e porto abusivo d’arma, con l’aggravante dell’uso di modalità mafiose. I due Cobianchi vengono descritti come frequentatori di palestre di boxe, tatuati, con i capelli rasati e piuttosto inclini alla violenza, al punto da essere stati coinvolti in una rissa a Cortina, con conseguente foglio di via.