Si concentrerà sulle tipologie di lavoratori precoci e quelli che svolgono attività usuranti il freno parziale e progressivo che il Governo ha intenzione di tirare sull’aggiornamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita. L’indicazione torna nella risoluzione di maggioranza sul piano dei conti, approvata ieri alla Camera e al Senato con testo uguale. Lo stop sarà in due tappe: nel 2027 dovrebbe essere sterilizzato uno dei tre mesi di aumento previsti dal meccanismo, e l’anno successivo interverrà una seconda fase con un altro stop di uno o di entrambi i mesi che restano.
I lavori sulla definizione puntuale della misura e della platea a cui applicarla sono in corso, con i tecnici impegnati a costruire le soluzioni in grado di tenere insieme l’obiettivo di tutelare i lavoratori giudicati più “meritevoli” di un trattamento su misura e l’esigenza di non pesare troppo sugli equilibri delicati della manovra. In pratica si tratta di un cantiere parallelo a quello sulla rottamazione, che su un terreno diverso è guidato però dallo stesso principio (si veda l’articolo a lato). Analoga è stata del resto la riflessione riservata ai due dossier nell’audizione di mercoledì sera alle commissioni Bilancio dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che in entrambi i casi ha richiamato il concetto dei «meritevoli» per indicare il criterio che traccerà i confini dei due interventi.










