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Lo scrittore ungherese László Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2025. Gli è stato assegnato dall’Accademia Svedese «per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte».

Krasznahorkai ha 71 anni, e nel 2015 vinse l’importante premio letterario Man Booker International. Si parlava di lui come di un possibile vincitore del Nobel da una decina d’anni, e vari suoi libri sono stati pubblicati in italiano da Bompiani. I più noti sono Satantango (1985) e Melancolia della resistenza (1989).

In un profilo a lui dedicato pubblicato nel 2011, il critico letterario del New Yorker James Wood lo definì come uno dei più importanti autori d’avanguardia del secondo Dopoguerra, lodando in particolare la sua capacità di caratterizzare i personaggi, a volte anche a discapito delle trame. «Spesso è difficile sapere esattamente cosa stiano pensando i personaggi di Krasznahorkai, perché il suo mondo immaginario è sull’orlo di una rivelazione che non arriva mai del tutto», scrisse.

Wood sottolineò anche la tendenza di Krasznahorkai a scrivere periodi decisamente lunghi: «Le sue frasi instancabili e logoranti – una sola può riempire un intero capitolo – sembrano potenzialmente infinite».