Il Nobel per la Letteratura va all’ungherese László Krasznahorkai, scrittore e sceneggiatore ungherese, tra i maggiori viventi del Paese.
Il Nobel per la Letteratura 2025 all'ungherese Lazlo Krasznahorkai
L’accademia svedese lo ha scelto perché “la sua opera visionaria, nel mezzo del terrore dell’apocalisse, riafferma il potere dell’arte". A lui, andranno 11 milioni di corone svedesi, che equivalgono a 1,17 milioni di dollari. Il suo nome, come spesso accade, non era tra i più vociferati: in pochi ci avrebbero scommesso.
László Krasznahorkai: “Noi gente dell’Est, così attratti da un’idea disperata del mondo”
Come da tradizione, si tratta di un nome che difficilmente darà occasione di polemiche. Susan Sontag lo definì "Maestro dell'apocalisse". Tutti i suoi libri, romanzi e raccolte di racconti, usciti in Italia sono stati pubblicati da Bompiani: Melancolia della resistenza (tradotto da Bruno Ventavoli, per anno a capo di TuttoLibri de La Stampa), Il ritorno del barone Wenckheim, Guerra e Guerra, Herscht 07769, Avanti va il mondo e Seiobo è discesa quaggiù. Krasznahorkai ha anche scritto con il regista Béla Tarr i film: Perdizione (Kárhozat, 1988), Satantango (1994), Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák, 2000), L’uomo di Londra (A Londoni férfi, 2007) e Il cavallo di Torino (2011).










