«Abbiamo bisogno che ci mentano dicendo che abbiamo motivo di sperare. Di questo abbiamo bisogno». Alla fine è stato l’ungherese László Krasznahorkai - definito dalla scrittrice americana Susan Sontag “maestro dell’Apocalisse” - a vincere il Premio Nobel per la Letteratura 2025, per «la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte».
«Mi rattrista molto pensare alla situazione attuale del mondo - ha detto raggiunto dall’intervistatrice Jenny Rydén del Premio Nobel - l'essere umano è la mia ispirazione più profonda. L'essere umano ora o fino ad ora». Krasznahorkai si è detto «molto felice e orgoglioso perché far parte di una stirpe che annovera così tanti grandi, davvero grandi scrittori e poeti mi dà la possibilità di usare la mia lingua, la mia lingua madre, l'ungherese». Krasznahorkai ha detto anche di trovarsi «nell'appartamento di un amico malato a Francoforte sul Meno». «Non riesco a credere di essere un vincitore del Premio Nobel - ha aggiunto - Ma sono davvero felice». Oggi il neoeletto Nobel vive in Ungheria, «vicino a Budapest, in cima a una collina». «Vivo anche a Trieste e a volte a Vienna. In realtà, la vecchia monarchia austro-ungarica». Come festeggerà? «Forse stasera prepareremo una cena con i miei amici qui a Francoforte. Con Porto e champagne». «Questo premio - ha aggiunto - dimostra che la letteratura esiste e che viene ancora letta».











