Sono due milioni gli italiani con problemi di salute mentale che non ricevono cure adeguate. Servirebbero due miliardi di euro in più, ma il nostro paese spende in salute mentale la metà di quanto indicato dall’Unione Europea. Ad affermarlo è Andrea Fiorillo, presidente dell’European Psychiatric Association, alla vigilia dell’incontro organizzato a Palermo dalla Fondazione Tommaso Dragotto, in occasione della giornata europea della Salute Mentale, il 10 ottobre, di cui aprirà i lavori.

“Le richieste di intervento nel settore della salute mentale sono aumentate e spesso non siamo in grado di rispondere“, spiega Fiorillo, “nel 2024 gli italiani in cura presso i Centri di Salute Mentale erano circa 770mila persone, ma si stima che altri due milioni di persone non ricevano le cure necessarie. Abbiamo un numero significativo di assistiti, ma anche un grave deficit di risorse e personale, con una richiesta di circa 2 miliardi di euro in più e un aumento del 30% del personale per far fronte all'emergenza salute mentale. L’incidenza delle psicosi per fortuna è intorno all’1% ma per disturbi più lievi siamo intorno al 10% della popolazione, con una diminuzione rispetto ai mesi del lockdown. Tra la comparsa dei sintomi e richiesta di aiuto passano in media cinque anni. E comunque depressione e disturbi di ansia causano sofferenze ma anche assenteismo lavorativo e scolastico, presenteismo (improduttività sul luogo di lavoro) e richieste di pensionamento”.