Euforici, spaventati, tesi come le cime di una nave colpita dalla tempesta.
I sentimenti dei familiari dei rapiti non si possono sintetizzare nelle dichiarazioni quasi urlate ai microfoni, in tv, in piazza degli ostaggi. Sopraffatti dalle emozioni, con le facce stravolte dopo la notte in bianco, parlano, piangono, si abbracciano. Einav Tsangoker, la madre di Matan, che da 734 giorni si scontra con il governo per riavere il suo ragazzo, è arrivata in piena notte a festeggiare in piazza, ha stappato una bottiglia di champagne.
"Matan torna a casa. Torna da me, nel nostro Paese. Le mie lacrime vogliono questo. Grazie a Donald Trump ... ho paura di svegliarmi e scoprire che è un sogno", ha scritto su X dopo l'annuncio del presidente Usa. "È il mattino più bello del mondo. Non riesco nemmeno a definire come sto", ha detto con voce tremante ai giornalisti di Ynet Tala Horkin, madre dell'ostaggio Maxsim in una rarissima dichiarazione ai media.
"Sono felice, confusa, la mia testa non riesce a ricevere tutte le informazioni. Ho avuto Maxsim quando avevo 16 anni e mezzo, non mi ricordo di me stessa senza di lui", ha detto. Piazza degli ostaggi a Tel Aviv si è riempita nella notte e poi di nuovo nella giornata di giovedì. In quel luogo di dolore e proteste feroci sono confluiti per due anni di seguito gli israeliani spezzati dal 7 ottobre, dalla guerra, dall'incapacità di riprendersi. Ora, i parenti hanno chiesto al sindaco di ribattezzarla: quando i nostri cari saranno di nuovo a casa, chiamiamola Piazza dei Ritornati, hanno detto. Gli ostaggi ancora a Gaza prigionieri di Hamas sono 48.















