Dopo 735 giorni di stenti, fame, raid e bombe, gli abitanti di Gaza hanno finalmente tirato un sospiro di sollievo con l'entrata in vigore della tregua.
E oggi, dopo quasi due anni di dolore, hanno ritrovato anche attimi di felicità nel vedere amici, figli, sorelle e mariti tornare dalle prigioni israeliane, dove hanno trascorso settimane e mesi in condizioni difficilissime. Alcune famiglie non credevano che i propri cari fossero ancora vivi. E la festa, all'arrivo dei bus dei prigionieri palestinesi scambiati con gli ostaggi israeliani, è scoppiata a Ramallah così in diverse località della Striscia. Chi scendeva da quei pullman veniva acclamato e, in alcuni casi, portato in trionfo come un eroe.
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Gaza, autobus carichi di palestinesi liberati da Israele arrivano a Khan Yunis
Spari in aria, urla di gioia, drappelli di persone aggrappate ai finestrini degli autobus, bandiere: "È una sensazione bellissima, una giornata indimenticabile", ripeteva un uomo sulla cinquantina pronto a riabbracciare il figlio fermato tempo fa - secondo il suo racconto - ad un check point e mai tornato a casa. "Non credevo che sarei riuscita a rivederla, mi sembra un sogno", racconta una donna anziana tra le lacrime, in attesa di riabbracciare la figlia.












