Le aggressioni al personale dei Pronto soccorso non si contrastano con le chiacchiere. È la sintesi della posizione del sindacato medico Anaao Assomed Piemonte, che rilancia l'ennesimo sollecito alla Regione. Il 17 giugno 2025 l’assessore alla Sanità Federico Riboldi dichiarava: «Avremo dei pronto soccorso più rapidi, accoglienti e con maggiori informazioni per una presa in carico globale della persona… sarà possibile quindi vivere in modo migliore la permanenza», annunciando l’aggiornamento del progetto “Accoglienza ed Umanizzazione" in pronto soccorso e l’avvio di una ricognizione sperimentale.

Nulla di fatto «Come Anaao, avevamo espresso apprezzamento per l’attenzione a pazienti fragili, accessibilità e informazione, ma avevamo anche segnalato importanti criticità e soprattutto un mancato coinvolgimento nei Tavoli Regionali – ricordano Chiara Rivetti e Matteo Traversa per il sindacato –. Avevamo quindi chiesto trasparenza a ogni azienda e di presentare entro 90 giorni un piano di miglioramento con relativa relazione di fattibilità, nonché l’accesso ai dati della ricognizione annuale. A distanza di tre mesi, nulla di tutto questo è accaduto». Tempi lunghi E ancora: «Gli operatori sanitari (medici, infermieri, oss) non hanno riscontrato alcuna modifica né comunicazione sull’attuazione dei 70 requisiti annunciati; non risultano condivisi piani aziendali, cronoprogrammi, indicatori o tavoli di confronto con le rappresentanze dei lavoratori». Nel frattempo, negli ultimi giorni, si sono verificate altre tre gravi aggressioni in altrettanti Pronto soccorso torinesi.