TREVISO - Negli ospedali trevigiani oggi si registrano in media oltre 80 aggressioni al mese ai danni del personale sanitario. E in un caso su tre si arriva addirittura alle mani: spintoni, sberle, pugni, se non di peggio. Vuol dire quasi 30 aggressioni fisiche al mese. Praticamente una al giorno.

L'ultimo report dell'Usl della Marca riguarda il periodo tra gennaio e agosto 2025. In questo lasso di tempo sono già state contate 672 aggressioni negli ospedali. Continuando di questo passo, a dicembre verrà superata quota 1.000. In proporzione, quasi il 20% in più dell'anno scorso. «Il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante», dicono dall'azienda sanitaria. Da qui la scelta di introdurre i braccialetti anti aggressione. Il progetto è seguito da Carla Polo, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, e Roberto Da Dalt, direttore dei sistemi informativi.

Tra i settori più a rischio ci sono proprio i pronto soccorso. Si verifica qui quasi un quarto delle aggressioni. A livello assoluto, nei primi otto mesi di quest'anno ce ne sono state 78 al pronto soccorso di Treviso (già più del 2024), 57 in quello di Conegliano, 26 a Oderzo, 14 a Castelfranco, 9 a Montebelluna e 4 a Vittorio Veneto. In prima linea ci sono gli operatori sociosanitari (Oss): nel 44% dei casi sono loro a prendersi gli improperi dei pazienti e dei loro familiari, se non addirittura le botte. Nel 30% dei casi nel mirino c'è un infermiere. Mentre il 18% delle volte tocca a un medico.