TREVISO - Boom di aggressioni contro il personale sanitario negli ospedali della Marca. Sono in aumento di quasi il 20%: quest’anno si viaggia verso quota 1.000. E ora nei pronto soccorso arrivano i primi 120 braccialetti Sos. «Purtroppo le aggressioni stanno crescendo. Ma il nostro personale deve poter lavorare in sicurezza e con serenità - spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca - ci si gioca molto: c’è il rischio che nessuno voglia più venire a lavorare in pronto soccorso». Ci sono già buchi coperti con incarichi in libera professione. Un loro ulteriore allargamento metterebbe in crisi l’intero sistema. Da qui la scelta dell’Usl di dotarsi di 120 braccialetti anti aggressione: da questa settimana verranno indossati da tutto il personale in servizio nei 6 pronto soccorso del trevigiano.

I dispositivi, dotati di Sim, monitorano i parametri vitali e sono in grado di rilevare cadute e perdita di conoscenza, inviando una chiamata d’allarme in automatico. In caso di necessità, poi, è sufficiente premere il tasto rosso Sos per parlare con la centrale della società Safe, condividendo anche la posizione Gps, che può avvertire in tempo reale sia i colleghi più vicini che le forze dell’ordine. Il noleggio di ogni singolo dispositivo, compreso il servizio della control room, costa 20 euro al mese. Passerà di polso in polso a ogni cambio turno. A breve, inoltre, in collaborazione con la questura, verranno installate delle telecamere nelle aree dell’emergenza-urgenza. «Entreranno in funzione in modo mirato quando gli operatori schiacceranno il pulsante Sos - spiega Benazzi - così sarà possibile riprendere la scena e avere anche una fotografia degli aggressori». A fronte di un allarme, non c’è privacy che tenga. Si parte dai pronto soccorso. Dopodiché, se la sperimentazione darà esito positivo, altri braccialetti anti aggressione potranno essere distribuiti anche al personale del servizio per le dipendenze, dell'area psichiatrica, dei pronto soccorso pediatrici e dei consultori familiari. Ma non si esclude nemmeno il servizio di assistenza domiciliare integrata. In prospettiva, di seguito, potranno essere coperte pure le guardie mediche all’interno delle nuove Case della comunità, cioè i i 17 super ambulatori dell’Usl sul territorio, in corso di realizzazione nell’ambito del Pnrr.