Mentre in Egitto accelerano i colloqui indiretti tra Hamas e Israele sull'attuazione del piano Trump, a Parigi si riuniscono i ministri degli Esteri dei Paesi europei, arabi e degli Stati Uniti. Obiettivo, spiegano fonti diplomatiche francesi, è sottolineare il sostegno al piano americano, "precisare le modalità di un impegno collettivo", e rimarcare "la volontà di lavorare insieme per rendere operativi i principali parametri" del 'giorno dopo' il cessate il fuoco a Gaza.
Ma su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar critica la nuova iniziativa di Parigi, definendola "inutile e dannosa come le precedenti", soprattutto "nel momento delicato dei negoziati di Sharm el-Sheikh", bollandola come "un tentativo del presidente Macron di distogliere l'attenzione dai suoi problemi interni a spese di Israele" e sperando che "la mossa del governo francese non danneggi i negoziati critici per la liberazione degli ostaggi, come accaduto in passato". Saar accusa inoltre la Francia di "ipocrisia straordinaria", per i doppi standard usati su Ucraina e Israele.
I temi sul tavolo della riunione saranno la Forza internazionale di stabilizzazione (Isf), la governance transitoria della Striscia, gli aiuti umanitari e la ricostruzione, il disarmo di Hamas e il sostegno all'Autorità nazionale palestinese e alle forze di sicurezza palestinesi, riferiscono le stesse fonti.














